Gennaio 28th, 2012
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Gennaio 25th, 2012
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Dance Me To The End Of Love_Madeleine Peyroux


testo di Leonard Cohen 

Dance me to your beauty with a burning violin 
Dance me through the panic ‘til I’m gathered safely in 
Lift me like an olive branch and be my homeward dove 

Dance me to the end of love 
Dance me to the end of love

Let me see your beauty when the witnesses are gone
Let me feel you moving like they do in Babylon 
Show me slowly what I only know the limits of

Dance me to the end of love 
Dance me to the end of love 

Dance me to the wedding now, dance me on and on
Dance me very tenderly and dance me very long 
We’re both of us beneath our love, we’re both of us above

Dance me to the end of love 
Dance me to the end of love

Dance me to the children who are asking to be born 
Dance me through the curtains that our kisses have outworn 
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn 

Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Dance me to your beauty with a burning violin 
Dance me through the panic till I’m gathered safely in 
Touch me with your naked hand or touch me with your glove

Dance me to the end of love 
Dance me to the end of love 
Dance me to the end of love

Retorica delle zucchine ed altre preghiere

Sono sempre stato un incosciente, un senza paura al limite della stupidità. Molto più semplicemente, forse, guardandosi dal di fuori, oggettivamente, sono stato uno stupido ed il limite l’ho superato secoli fa. Questo per dire che oggi ho paura. Ho una tremenda paura di sbagliarmi ancora, come se fosse possibile non sbagliarsi. Come se fosse possibile, che le tue speranze vengano realizzate invece che come sempre disilluse. In buona sostanza, se il non avere paura mi portava a un non risultato; c’è qualcuno che crede che il mio cambiamento possa portarmi a un risultato differente? Porca puttana, così tanti anni di scuola e nessuno che me l’ha insegnato. Ok, non sono mai stato uno studente diligente. Certo fosse questione delle zucchine al supermercato, non sarebbe così grave, capita anche ai migliori di pigliare quelle amare. Ma le persone, sono così difficili da scegliere. Fate, che non abbia paura. Ma soprattutto che abbia imparato a scegliere.

Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare, a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole. Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.
Sylvia Plath, Diari (via apneadiparole)

(via enullarimane)

Qui in sette anni di gente ne ho vista andare e venire tanta, perciò ormai sono un’esperta. La differenza tra le persone che sanno aprire il loro cuore, e quelle che non lo sanno. Tu sai aprirlo. Ma solo quando dici tu, beninteso.”
“E se uno lo apre cosa accade?”
“Sempre senza posare la sigaretta Reiko appoggiò le mani sul tavolo e con aria divertita disse: “Si guarisce”. La cenere cadde sul tavolo ma lei non ci fece caso.
Haruki Murakami (via adelph)

(via enullarimane)

Gennaio 20th, 2012
Gennaio 17th, 2012
Gennaio 16th, 2012
Come ragazzo mi è sempre piaciuto piangere. Sia al tramonto sia quando vado a funghi. La mia fidanzata vuole lasciarmi perché sono troppo romantico. Di notte, nel sonno, urlo: “Venezia! Venezia, amore mio fisso!”.