I televisori
La salita non finiva mai evidentemente il nostro hotel doveva essere in una sorta di buca . Molto più semplicemente, la cara Lonely Planet mi faceva sapere, con la sua cartina, che eravamo ai piedi della città alta, nel cuore vecchio di Istanbul. La zona a era piuttosto sporca, edifici sgretolati e strade di polvere condite concartacce e rottami vari agli incroci delle vie.
Man mano che salivamo, le strade si allargavano, si ripulivano e si popolavano. Da prima alcuni bambini con un pallone e una donna intenta a lavare un tappeto, con una gomma dell’acqua a pieno ritmo. Poi i primi negozi, e il nostro stupore nel costatare che erano tutti negozi di riparazione di televisori, almeno una quarantina uno in fianco all’altro, su ambo i lati del camminamento.
Sono questi i primi ricordi della mia città incantata. Niente è rimasto del volo turkish airlines, preso per giungerci, se non il talloncino del biglietto perso in qualche cassetto con lettere che non ho più letto. E si che probabilmente ho visto il mare, ed un ponte , e del traffico e dei volti, ma vi direi una bugia se dicessi che ne ho un ricordo.
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orsietulipani ha detto:
Istanbul ogni volta la guardo attraverso un bicchierino di çay! :)
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